mercoledì 11 gennaio 2017

Visita "a porte chiuse" dello Chateau de Versailles: perchè qualche volta anche i sogni impossibili si realizzano.

Eccomi qua, dopo circa 7 mesi di assenza, 7 lunghissimi mesi duri e problematici. Se il 2015 era stato per me l'anno "più felice di sempre", il 2016 è stato di gran lunga il peggiore di sempre.

Non starò qui ad elencare le varie vicissitudini e le piccole grandi sventure che hanno sconvolto la mia esistenza negli ultimi mesi, perchè non è interessante, ne utile.

E poi questo blog è il mio "piccolo mondo antico" dove si parla soltanto di cose belle, di sogni, quelli realizzati e quelli ancora da realizzare...quindi stasera romperò questo lunghissimo silenzio (scusate ancora tutti!) per raccontarvi la prima cosa bella - bellissima a dire il vero- che mi ha portato il nuovo anno.



Lo scorso week-end, grazie alla complicità di due carissimi amici, sono tornata nel mio luogo preferito al mondo, l'unico posto in cui non riesco ad avere pensieri negativi e dove, anche se tutto il resto va male, va sempre tutto bene: la mia Versailles.

Una partenza organizzata in fretta e furia, in mezza giornata. Non ero mai stata a Parigi in pieno inverno ma ho pensato: "perchè no?"

Prima di partire ho allertato solo un paio di persone che avrei avuto la possibilità di incontrare una volta giunta "a casa", due cari amici, due persone splendide con le quali avrò trascorso fisicamente si e no una 60ina di ore in tutto ma che si sono sempre fatte in quattro per aiutarmi nell'organizzazione dei tour ad esempio o anche solo per fare due chiacchiere quando la nostalgia di Versailles era troppo forte. Questi due amici infatti hanno la grande ed immensa fortuna di lavorare proprio li, nel luogo dei miei sogni.


Per una strana e fortunata congiunzione astrale (una specie di shock in questo periodo nero come la notte), domenica scorsa erano entrambi li in servizio e una di loro, la favolosa Viviane, mi ha offerto l'opportunità che avevo sempre solo osato immaginare: "Se riesci a farti trovare pronta per le 6.30 del mattino, ti passo a prendere in hotel ed entri alla Reggia con me, prima dell'apertura, ti va?"

Foto Valentina Demurtas

Foto Valentina Demurtas


Foto Viviane Vignier

Chi mi conosce bene sa quante volte io abbia sussurrato con lo sguardo perso e sognante:
"Ma vi immaginate come sarebbe visitare la Reggia di Versailles in solitaria?? Avere l'opportunità di godere di ogni dettaglio senza la ressa, la calca, e assaporare per un attimo quella magia in perfetta e sacra solitudine?"

Un sogno appunto, che mai e poi mai avrei pensato di realizzare, e invece...

Invece domenica mattina all'alba ho varcato i cancelli dorati di Versailles solo in compagnia della mia compagna di viaggio Valentina e della mia amica versagliese Viviane. Abbiamo atteso l'alba completamente sole passeggiando nei giardini immersi nella nebbia. Si esatto proprio quei magnifici giardini opera di LeNotre, perennemente affollati da migliaia e migliaia di visitatori. Abbiamo passeggiato lungo la Grande Prospettiva verso il Bacino di Apollo. Intanto dalle finestre della Reggia filtravano le luci fioche delle candele (elettriche) che creano un effetto magico e sospeso.



Piano piano è giunta l'alba ed eravamo pronte per vivere una delle esperienze più indimenticabili della nostra vita.

Siamo entrate alla Reggia insieme ai primissimi dipendenti, mentre aprivano le imposte e accendevano le luci in attesa dell'arrivo dei visitatori. Una mezz'ora intera di perfetta, unica e indimenticabile solitudine.

Il silenzio e lo scricchiolio dei parquet erano gli unici compagni di viaggio di questa avventura surreale.








Siamo entrate dall'Escalier Gabriel e poi subito su, dritte verso i Grandi Appartamenti del Re: incredule, un po stordite dall'alzataccia e dal freddo pungente del mattino, felici come solo chi sa di vivere un sogno e silenziose come chi teme da un momento all'altro di risvegliarsi.

Abbiamo scattato poche foto (ne abbiamo già a migliaia) perchè volevamo goderci quel momento unico.





Arrivata all'ingresso della Galerie des Glaces non sono riuscita a dire più nulla. Ho cercato di viverla e di guardarla con occhi diversi e di godere di ogni istante di quella inaspettata quanto irripetibile magia.





Oltre alla visita dei Grandi Appartamenti abbiamo anche avuto la straordinaria opportunità di proseguire il nostro giro e di visitare anche gli Appartamenti Privati del Re. Li avevo già visti molte altre volte ma la sensazione di poterne godere a pieno, nella più perfetta solitudine ha reso tutto elettrizzante e commovente.










Quando siamo uscite dagli Appartamenti del Re i primi visitatori facevano il loro ingresso nella Reggia e i rumori della folla di turisti iniziavano a riempire l'aria di quel luogo fino a pochi istanti prima cosi silenzioso e calmo.

Inutile dire che faccio fatica ad esprimere a parole quello che questa visita ha rappresentato per me ma credo possiate facilmente immaginarlo...




Volevo solo ringraziare con tutto il cuore chi ha reso possibile quest'esperienza: Viviane per averci dato questa straordinaria opportunità e poi Valentina, Ugo, Sofia e Matthieu che hanno condiviso con me questo viaggio che non dimenticherò mai.

Grazie, con tutto il cuore.

To be continued...

A presto.

A.



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