sabato 21 novembre 2015

La (mia) Parigi val bene una Messa e anche molto di più.

Mi ero ripromessa di non farlo. Di esimermi dall'esprimere la mia modestissima opinione sull'argomento. Di non espormi trattando un avvenimento tanto spinoso quanto penoso. Ma come si fa? Come posso tacere di fronte a tutto quello che ci sta passando davanti agli occhi in questi giorni? Come si fa a far finta di niente? Come posso io, che amo questa città con tutto il cuore, che la considero il mio rifugio da tutte le brutture del mondo, il mio angolo di paradiso in terra, dove tutto è arte, storia, poesia, tacere e non condividere questo peso che mi schiaccia il cuore?

Avrei potuto far finta di niente e raccontarvi, come previsto del resto, del nostro tour parigino concluso appena un mese fa. Della bellezza di una città che amo più di ogni altro luogo al mondo. Di quanto fosse stupenda la mia Parigi il mese scorso, già tutta dorata dai colori autunnali. Di quanto mi fossi divertita con le mie compagne di viaggio nel nostro minuscolo appartamento a 300 metri da quel teatro, delle belle serate trascorse ai tavoli di quei bistrot che adoro e che forse più di ogni altro luogo ti fanno capire subito che sei davvero a Parigi.

Chi vi scrive è una persona altamente allergica alla sofferenza, a qualsiasi tipo di sofferenza. 
Non posso reggere la vista di un cane legato ad una catena al freddo, ne passare davanti ad un ospedale o vedere un vecchio che cammina a fatica da solo, senza che il magone mi travolga.
Negli ultimi anni (sarà l'eta che avanza?) non riesco a finire di vedere un tg senza che mi vengano le lacrime agli occhi. Insomma c'è chi riesce a curare gli ammalati, chi riesce a infischiarsene dei barboni che stanno al freddo con a fianco un cane magari più vecchio di loro e c'è chi come me non ce la fa.

Ovviamente, non vivendo purtroppo nel mondo della panna e delle bambole, anch'io quotidianamente mi imbatto in situazioni tragiche e terribili e per non impazzire e non soccombere alla tristezza mi rifugio in quello che un caro amico definisce "il mio piccolo mondo antico".

Il "mio piccolo mondo antico" è un universo fatto di amici, di libri, di luoghi magnifici, di foto stupende, di personaggi, di viaggi, di vicende, di eventi, che 9 volte su 10, hanno come sfondo proprio la Ville Lumiére.

Parigi (e dintorni), con le sue infinite bellezze, con i suoi palazzi, i suoi musei, le sue strade, è per me il sogno in terra, una macchiolina rosa in mezzo ad un mondo grigio e spesso triste. Il mio rifugio, dove niente di brutto può capitare, dove basta la parola per farmi tornare il sorriso. Parigi è la mia città della luce, in tutti i sensi.

Ora forse potete capire quanto tutto quello che è successo possa avermi scioccata e sconvolta.
Certo, si muore anche a Parigi, anche qui c'è gente triste e desolata, anche qui ci sono le periferie sgangherate e problematiche ma nella mia Parigi, nessuno ammazza nessuno per strada come fosse un cane, nessuno si può permettere di spararti mentre ascolti un concerto o bevi un bicchiere di vino al tavolo di un bistrot, nessuno può toglierti la speranza e la vita in nome della follia più estrema e dell'oscurantismo più becero. 

Una settimana fa invece qualcuno lo ha fatto, ha violentato la mia amata Parigi nel modo più vile e malato possibile con la speranza magari di zittire tutta la musica, di spegnere tutte le luci e la voglia di vivere, di farci dimenticare tutta la bellezza, la storia, la poesia di questo luogo meraviglioso e della nostra Europa tutta.

Per quanto mi riguarda questo qualcuno ha fallito in pieno e vi assicuro che se avessi tempo (e soldi) partirei col primo volo domani mattina per quella che è sempre e comunque la mia città della Vita.

Detto ciò, e come è giusto che sia, torniamo a noi e al racconto del Maria Antonietta Tour 2015 che anche se sembrano passati secoli adesso, si è concluso appena un mese fa.

Nel post precedente vi avevo dato un assaggio di quelli che erano stati i momenti salienti del tour e vi avevo anticipato che la giornata più commovente per tutti noi era stata quella di venerdì 16 Ottobre.

Come ogni anno in questo giorno a Saint-Denis si celebra una Messa Commemorativa in memoria della Regina Maria Antonietta.

La cerimonia, organizzata dal Memorial de France in collaborazione con l'Insitut de la Maison de Bourbon, commemora la morte della sovrana avvenuta proprio a mezzogiorno del 16 ottobre 1793.
Da anni sognavo di parteciparvi ma non ero mai riuscita ad organizzare un viaggio a Parigi in questo periodo dell'anno. Complice una serie di coincidenze e la concomitanza dell'attesissima mostra dedicata ad Elisabeth Vigée Lebrun ho infine deciso di organizzare il tour 2015 proprio in questa settimana.

L'appuntamento era fissato per le ore 11.45 davanti alla Basilica: qui ad attenderci c'erano il Principe de Bauffremont e altri membri della Maison de Bourbon che con grandissimo calore ed affetto hanno accolto il nostro gruppo.

In mattinata io, Valentina e Beatrice eravamo andate alla ricerca di un fioraio e quest'anno finalmente siamo riuscite a trovare delle magnifiche rose bianche da portare sulla tomba della  nostra Reine.




La Messa Commemorativa si svolge seguendo l'antico rito tridentino: canti gregoriani, il profumo dell'incenso e la lettura del testamento della Regina hanno reso la cerimonia molto toccante.






Il momento più emozionante però è stato quello della discesa nella Cripta dei Borboni e della benedizione della tomba: a tutti i partecipanti infatti, è concesso, in questa particolare occasione, di aspergere  il luogo della sepoltura dei sovrani con l'acqua benedetta.










 In compagnia di alcuni esponenti della Maison de Bourbon abbiamo poi visitato la Cripta appena restaurata e reso omaggio anche alla tomba di Luigi XVI e al cuore del piccolo Luigi Carlo, qui conservato.






Terminata la Messa ci siamo incamminati verso il Grand Palais dove nel pomeriggio avremmo avuto la possibilità, in compagnia di una preparatissima conferencier, di visitare finalmente la tanto attesa mostra dedicata ad Elisabeth Vigée Lebrun e di cui vi parlerò nel prossimo post.



A presto, Vive la Reine et Vive Paris.

Alice

Foto Credit: Alice Mortali, Davide Spina, Teresa Occhionorelli, Beatrice Guerrini, Valentina Demurtas.

2 commenti:

  1. Mi fai sempre sognare con i tuoi post.... e poi scoprire cose nuove. Sei andata in luogo veramente magico e noi malgrado gli avvenimenti è cosi che vogliamo continuare a pensarlo... magico romantico...come solo Parigi sà essere.

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    1. Grazie di cuore per il tuo bellissimo messaggio. Viva la nostra Paris, toujours. Alice

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